VINO NUOVO IN OTRI NUOVI

Non so se per adesso sei disponibile a questa idea, ma vedi, non esiste la persona di nome X, Y, nata il _____ etc..
Esiste la Vita che fa esperienza di sè stessa dall’angolo prospettico che hai imparato a chiamare X,Y.
Quella persona non è mai nata e perciò non può morire. E’ la Vita che gioca con sé stessa in infinite forme e modalità. Appena colui/colei che è abituato a definirsi X,Y comprende che ogni definizione su di sé è solo una inutile limitazione, non ha più bisogno del nome, non ha più bisogno di regole, non ha più bisogno di nulla.
Le utilizza per utilità, per convenzione, ma non ci crede più.
E’ Amore e Libertà.
Sente finalmente di essere una parte del tutto e di tutti e insieme l’Intero.
Razionalmente è incomprensibile ma il cuore lo capisce.
Attorno a X,Y sono vivi costrutti e forme-pensiero che lo rendono illusoriamente vulnerabile. Per il semplice fatto che ci crede.
Caro X,Y, lascia andare tutto ciò che sai e credi di te… è vecchio ormai. Non ti occorre più, ti è servito; ma non più da ora in poi. Ora può solo rallentarti.
Ricorda:
-Diceva loro anche una parabola: “Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo a un vestito vecchio; altrimenti egli strappa il nuovo, e la toppa presa dal nuovo non si adatta al vecchio. E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti. 38Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: Il vecchio è buono!” – Lc 5, 36-39
In Gioia,
Ananda

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